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Curcuma - India

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curcuma

Curcuma del India

La curcuma è il rizoma - cioè il fusto sotterraneo - della Curcuma longa, specie perenne coltivata nelle aree tropicali del Sud dell’Asia, in Cina, in Peru e in Australia. Le foglie di questa pianta, larghe e oblunghe, crescono su un fusto che può raggiungere il metro e mezzo di altezza; i suoi fiori sono uno spettacolo per gli occhi. La caratteristica che ha reso famosa la Curcuma longa è però un’altra: il colore della polvere che si ottiene macinando il suo rizoma, un giallo tanto simile a quello dello zafferano da aver fatto guadagnare alla curcuma il nomignolo di “zafferano delle Indie”. Oggi, in effetti, è l’India il principale produttore di curcuma al mondo. Ed è proprio dall’India che OrlandosIdee importa la curcuma che propone nel suo listino.

La storia dello zafferano delle Indie

La storia dello zafferano delle Indie. Il nome della curcuma deriva dal latino, significa “terra degna di lode” e fa riferimento al colore di questa spezia, simile a quello dei minerali della terra. In effetti quando si parla di curcuma tutto sembra ruotare attorno al suo colore. Membro della stessa famiglia cui appartiene lo zenzero, il rizoma di curcuma è avvolto da una scorsa di tonalità marrone, ma la sua polpa ha un caratteristico colore delle sfumature dell’arancione, e la fine polvere che si ottiene dalla sua macinatura è di color giallo brillante. Per questo un altro soprannome della curcuma è “radice gialla”. Il suo uso è vecchio di 5 mila anni. In India già la cultura Vedica utilizzava la curcuma in cucina e la rivestiva di significati religiosi; ancora oggi questa spezia viene utilizzata nei rituali dell’Induismo e come colorante per capi sacri, e il suo ruolo è importante anche in molte altre culture tradizionali orientali. E’ stato invece necessario attendere il XIII secolo perché i mercanti arabi introducessero la curcuma in Europa, e la sua fama nelle culture occidentali è piuttosto recente. Attualmente i principali produttori di curcuma a livello commerciale sono l’India, l’Indonesia, la Cina, le Filippine, Taiwan, Haiti e la Giamaica. Il rizoma viene raccolto, bollito ed essiccato per ottenere infine una polvere che trova applicazione sia in cucina che come colorante o a scopo medicinale. La forma attualmente più utilizzata in Europa è proprio quella macinata, sempre più richiesta alla luce delle recenti scoperte in ambito scientifico secondo cui la curcuma sarebbe un vero e proprio alleato della salute.

I benefici della curcuma per la salute

I benefici della curcuma per la salute. La curcuma è una buona fonte di vitamine, minerali e fibre alimentari. Due cucchiai da tavola della sua polvere (corrispondenti a circa 4,4 g di curcuma) apportano meno di 16 calorie, principalmente sotto forma di carboidrati (2,86 g), cui si aggiungono pochi grassi (0,43 g) e ancora meno proteine (0,34 g). Ad esse si aggiungono fibre preziose per il buon funzionamento dell’intestino (0,93 g), ottime quantità di ferro (1,82 mg) e manganese (0,34 mg) e buone dosi di vitamina B6 (0,08 mg) e di potassio (111.10 mg). Nella polvere ottenuta dal rizoma della Curcuma longa si nascondono inoltre vitamina B1 (0,01 mg), vitamina B2 (0,01 mg), vitamina B3 (0,23 mg), colina (2,16 mg), folati (1,72 microgrammi), vitamina C (1,14 mg), vitamina E (0,14 mg), vitamina K (0,59 microgrammi), calcio (8,05 mg), rame (0,03 mg), magnesio (8,49 mg), fosforo (11,79 mg), selenio (0,20 mg) e zinco (0,19 mg). L’apporto di sodio - la cui assunzione deve essere limitata per ridurre il rischio cardiovascolare - è invece di soli 1,67 mg ogni 2 cucchiai da tavola di curcuma.

Forte di queste proprietà nutrizionali, la curcuma è uno dei rimedi inclusi nella farmacopea ayurvedica per il trattamento degli stati infiammatori, dei problemi digestivi (si ritiene che aiuti a contrastare l’accumulo di gas nello stomaco e nell’intestino, ad eliminarli e a lenire i dolori associati al loro accumulo), di quelli che colpiscono il fegato, dei disturbi alla pelle e delle ferite. Nella medicina asiatica la curcuma ha una lunga tradizione d’uso nel trattamento di problematiche variabili da flatulenza e coliche a emorragie, lividi, problemi mestruali, sangue nelle urine, dolori al petto e mal di testa; si hanno inoltre notizie del suo uso nel trattamento della tigna, dell’ittero, dell’epatite e del dolore. Anche la medicina tradizionale cinese e indiana utilizza da tempo la curcuma come un antinfiammatorio, mentre in Malesia un unguento a base di curcuma è utilizzato come antisettico. L’acqua di curcuma è invece un cosmetico asiatico utilizzato per donare all’incarnato una tonalità dorata. Molta dell’attuale popolarità acquisita dalla curcuma in Occidente è associata però alle recenti scoperte della scienza occidentale sulle sue proprietà terapeutiche. Il principio attivo su cui oggi si concentra l’attenzione dei ricercatori è la curcumina, una molecola dalle proprietà antiossidanti la cui azione si somma a quella degli altri antiossidanti presenti nella curcuma. La curcumina agisce contrastando i radicali liberi, molecole che possono danneggiare le strutture cellulari portando anche alla morte cellulare. Molti studi suggeriscono che l’effetto antinfiammatorio della curcumina sia simile sia a quello di comuni antinfiammatori da banco che a quello di farmaci potenti come l’idrocortisone, rispetto ai quali presenta però il vantaggio di non scatenare effetti tossici. Inoltre la curcumina sembra ridurre i livelli di due enzimi che causano infiammazione e contrasta l’aggregazione delle piastrine che può portare alla formazione di pericolosi coaguli di sangue. Attualmente le ricerche condotte suggeriscono che la curcuma possa esser utile in caso di problemi digestivi (stimola la produzione della bile necessaria per la digestione dei grassi) e colite ulcerosa. Inoltre può aiutare a combattere il dolore associato all’artrosi, l’accumulo di colesterolo “cattivo” nella parete delle arterie, l’attacco di virus e batteri (in particolare dello stafilococco aureo), l’uveite (nel cui caso sembra essere efficace tanto quanto i corticosteroidi) e alcuni tumori (come quelli alla prostata, al seno, alla pelle e al colon, in alcuni casi anche in presenza di metastasi). Inoltre le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie della curcuma, insieme ai suoi benefici sulla circolazione del sangue, sembrano conferirle la capacità di aiutare a prevenire e a trattare condizioni neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla. Attenzione, però: la curcuma potrebbe aggravare le ulcere.

La curcuma in cucina

La curcuma in cucina. Il colore della curcuma non è sfruttato solo nelle cerimonie religiose, ma anche in cucina. E’ infatti merito della curcuma se il curry indiano ha il suo tipico colore giallo; non solo, la curcuma viene utilizzata anche per colorare la senape, il burro, il formaggio e pietanze dolci. Ampiamente usata nella cucina orientale e mediorientale, anche al di fuori dei confini dell’India la curcuma trova spazio soprattutto nella preparazione dei curry, e non solo per dare un tocco di colore alle portate: il suo sapore, amaro e leggermente pungente, è ideale per mascherare l’odore del pesce. In Marocco la curcuma viene invece utilizzata per speziare le carni, in particolare quelle di agnello, e le verdure. Il consiglio di OrlandosIdee è di utilizzarla per preparare salse con cui condire sia carni rosse e bianche sia del riso. Fate però attenzione: per evitare che la curcuma macinata perda il suo sapore è fondamentale conservarla in modo corretto. Per questo OrlandosIdee la protegge con le sue bustine salva aroma.

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